[AVVERTENZA, le fotografie non sono in sincrono con il testo]Rieccomi di nuovo; non con la stradatura dei denti delle seghe che ho presentato nel post precedente, ma con una digressione nelle pialle. Il cambio di rotta mi si è imposto, visto che non ho una morsa adatta con la quale tenere ferme e stabili le lame da stradare. Al riguardo la soluzione è stata quella di ritornare su ebay e cercare una morsa da falegname, sia per per il laboratorio e i vari lavoretti, sia per poterla usare come morsa per stradare. Si tratta infatti di una morsa "Record" da falegname appunto, che potrò usare anche allo scopo di stradare oltre che per ciò per cui è stata pensata. Così, data l'impossibilità di portare avanti il lavoro precedente ho messo mano a questo piccolo oggetto per tentarne il recupero.
Forse, nessuno sano di mente si metterebbe a restaurare un pezzo del genere per farlo lavorare, non perchè non si possa effettivamente, la cocciutaggine porta lontano, ma semplicemente perché l'impegno in temrini di tempo sovrasta il costo che potrebbe avere un oggetto analogo pronto e funzionante o in alternativa un pezzo dello stesso genere, usato, ma in migliori condizioni.
Ci sono due fattori in gioco però. Questo è il primissimo pezzo che ho acquistato nell'ottica romantica di avere attrezzi con una storia. Viene da un mercatino delle pulci e dalle condizioni generali non deve avere meno di una 70 di anni. Anche se non ci sono marchi o date che lo inseriscano in un contesto temporale preciso, mi è abbastanza chiaro però che, se non è antico, è di sicuro molto vecchio.
Il secondo fattore in gioco è la possibilità di lavorare su questo piccolo oggetto, alla stregua di un banco di prova sul quale sperimentare e imparare come recuperare o restaurare altri oggetti di questo genere. Al momento sono in attesa dell'arrivo di una vecchia Stanley 4 pollici usata e che, con buona probabilità, necessiterà di una rinfrescata generale salvo che non sia così fortunato da dover solo affilare il ferro.Un rapido sguardo alla rete e a Youtube nello specifico, mi consente di recuperare i video di Paul Sellers e WOmadeOD riguardo il recupero delle pialle, da Sellers l'affilatura del ferro e da WOmadeOD tutti i riguardi e i "segreti" per un buon recupero. Così dopo aver rivisto i video di entrambi, ho fatto mente locale di cosa mi necessita e fatta la "lista della spesa" mi sono preparato il necessario.
Ho rimosso la lama e il cuneo per poter pulire il corpo da tutto lo sporco che ha accumulato negli anni. Con lana d'acciaio doppio zero e WD40 ho pulito il corpo, non proprio di fino, ma a sufficienza per poterla poi ridipingere senza dovermi preoccupare che la nuova verniciatura salti via in qualche punto. La tentazione di passarla con una spazzola di metallo, avendo la cura
di proteggere con del nastro da carrozziere le parti levigate, è forte ma
la accantono, il timore di fare più danno che bene mi frena. Successivamente ho preparato tutto il materiale necessario a rifare la suola. Per iniziare, tre piani sui quali levigare la suola. Tre specchietti da 15x15 cm, rimasti da un acquisto ikea, fanno al caso mio.
Della tela abrasiva per metallo, P230, P320 va a fare tris con la carta abrasiva P500 che mi è rimasta dal recupero delle seghe. Puliti a dovere gli specchi, ho incollato, usando un adesivo spray, la tela abrasiva sugli specchi avendo la cura di scrivere, sotto ad ogni specchio, la gradazione della "grana" in modo da poter sostituire l'abrasivo senza confondermi, quando sarà il momento. In questa maniera ho ottenuto tre "pietre" passabili. Ho controllato lo stato della suola con un foglietto di carta come spiegato ottimamente dal buon WomadeOD.
Si tratta ti appoggiare la pialla su una superfice piana (io l'ho fatto sul "cutting matt" ma sarebbe stato meglio uno specchio o un piano molto liscio) e con un foglietto, girare tutto attorno alla pialla, li dove appoggia al piano, per vedere se la carta si infila sotto la suola e quanto. Il secondo controllo necessario l'ho fatto con un righello metallico, e appoggiandolo alla suola per la sua lunghezza, ho verificato che non sia ne convessa ne concava. Alla fine di questi necessari e irrinunciabili accertamenti, il risultato è incoraggiante... questa cosa si potrebbe anche fare, anzi la faccio!
Mano alle "pietre" quindi, e giù di olio di gomito. Un importante aiuto per capire dove sto andando, lo ottengo dalle righe di pennarello che ho tracciato su tutta la suola e controllando periodicamente, all'incirca ogni 30/40 passate, in modo da farmi un'idea precisa delle zone che ancora non arrivavano a contatto con l'abrasivo. Dopo un cospicuo numero di passate sulla tela P230, la suola mostra un sensibile miglioramento, ma sono ancora lontano dallo stato ottimale. Con le passate sulle tele successive e di grane più sottilii, il risultato si fa via via più apprezzabile, il piano della suola, appare progressivamente meglio levigato, fino quasi a sembrare lucido; per il momento posso accontentarmi del risultato anche se l'intento è di ritornarci e rifinire ancora meglio.
Ora che sono soddisfatto dello stato della suola e del corpo in generale, posso dare un'occhiata a lama e cuneo. La prima non sembra necessitare di più dell'affilatura oltre che di una ripulita, mi sono limitato a quello per ora. Il secondo invece, oltre che di pulizia, ha bisogno di una ritoccata alla forma, ma è una cosa che farò in seguito, dopo qualche prova, perché ad occhio sembra decisamente troppo lungo rispetto alla lama. Ok, a questo punto, mi è chiaro che il lavoro non è ancora finito, ma le feste incombono ed alcuni lavori di casa pure (la mia dolce metà già da tempo reclama che io finisca la trasformazione dell'angolo tv).Stavo per dimenticare un dettaglio importante, le tele abrasive si riempiono presto di limatura che si impasta con il lubrificante, quindi è necessario cambiarle spesso altrimenti il rischio è di lavorare duramente ma a vuoto; riguardo il cosidetto "lubrificante" devo aggiungere che, anche se comunemente si ritiene che sia necessario l'olio (ovviamente non parlo di olio da cucina), da più fonti ho appreso che, specie usando carta o tela abrasiva, il miglior lubrificante non è altro che comune liquido per la pulizia dei vetri.
Alla fine del trattamento questa piccola pialla ha recuperato parecchio e nonostante non l'abbia ancora affilata per bene, mostra di aver ripreso un bel po' della sua operatività. Per finire del tutto il lavoro intrapreso, non resta che darci dentro con la suola finche anche l'ultima porzioncina della stessa che ancora non tocca perfettamente, sia a livello del resto. Una ridipinta per proteggerla dall'ossidazione e una affilata di tutto punto alla lama chiuderebbero il lavoro, ma come ho già detto (anche se state leggendo a feste passate) le festività incombono e gli impegni famigliari mi reclamano, perciò ho riposto il tutto in attesa del nuovo anno e magari di uno spazio più consono per lavorare. Il tavolo della nostra cucina, per quanto grande, non è esattamente il posto più comodo per fare certi lavori, data l'impossibilità di lasciare le cose come sono durante le pause del lavoro, dovendo anche mangiarci o/e consentire a mia figlia di fare i compiti.Ebbene eccomi alla fine per questo anno. Non mi resta che Linkarvi i due video a cui ho fatto riferimento per questo lavoro che sono i seguenti:
In ultima istanza, prima di chiudere, mancano solo gli auguri di rito, i miei sentiti ringraziamenti per l'attenzione prestata e un arrivederci al nuovo anno.
P.S.
se vi domandate quale diavolo di "lavoraccio" mi abbia costretto (oltre ai festeggiamenti) allo stop dei lavori eccovi due scatti di ciò che ho affrontato a cavallo delle vacanze natalizie.
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Alla prossima fatica!
RM


















